
Chi (ri)cerca trova!
Per la prima volta una sessione speciale dedicata alla ricerca accademica: dall’energia all’economia circolare, dalla rigenerazione forestale alla paleontologia, passando per microbi e biotecnologie, otto dottorandi portano alla cittadinanza le loro ricerche. Un’occasione unica per scoprire come la ricerca contemporanea sta già plasmando il futuro.
Ospite
Pietro Calzoni, veronese classe 1997, è dottore di ricerca in Geoscienze e paleontologo specializzato in paleoittiologia. La sua ricerca si concentra sull’anatomia e l’evoluzione dei pesci ossei nel Cenozoico e spazia altri campi come la tutela del patrimonio paleontologico. Oggetto del suo dottorato è stato lo studio delle faune dell’Eocene del nord-est Italia, dalle barriere coralline di Bolca agli abissi dei siti di Solteri (TN) e Solane (VR). Ha svolto campagne di scavo in Italia e all’estero (Armenia) e collaborato con svariati musei italiani ed esteri tra cui il museo di storia naturale di Vienna. La tutela del patrimonio paleontologico è un altro campo di ricerca in cui è attivo, specialmente per quanto riguarda la scoperta di fossili nelle cave di Pietra della Lessinia, cavata in provincia di Verona. Il suo attuale progetto di ricerca si concentra sullo studio dell’ittiofauna tropicale oligocenica del sito di Chiavon (Salcedo, VI) conservata in diversi musei italiani ed esteri.
Denise Busa, classe 1997, vive tra l’Alto Vicentino e l’Altopiano dei 7 Comuni. Sta per iniziare il secondo anno di dottorato in Crop Science all’Università di Padova, con una borsa nata da una raccolta fondi: quella di “Emergenza Bostrico”. Sì, il bostrico è quel piccolo coleottero che scava sotto la corteccia e che, dopo la tempesta Vaia, ha trasformato interi boschi di abete rosso in distese di alberi secchi. Busa studia cosa succede quando più disturbi naturali si sommano, come le raffiche di vento del tardo ottobre 2018 e l’infestazione degli anni 2021-2022 in Veneto, tra entomologia (DAFNAE) e scienze forestali (TESAF).
Numeri e sigle a parte, il risultato lo conosce chi frequenta la montagna: vi è mai capitato di tornare in un bosco che conoscevate e non riconoscerlo più? Al Festival Busa vi racconterà cosa succede quando a una tempesta segue un insetto grande pochi millimetri: boschi che cambiano, un paesaggio che si trasforma e un’economia di montagna che ne sente gli effetti.
Marica Zainotto è una ricercatrice nel campo della fisiologia neuromuscolare presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova. Dopo la laurea triennale in Biologia Molecolare e quella magistrale in Molecular Biology, entrambe conseguite a Padova, ha proseguito il suo percorso nello stesso Ateneo con un Dottorato in Scienze Biomediche, dedicandosi allo studio della giunzione neuromuscolare e delle applicazioni terapeutiche della tossina botulinica. Il suo percorso di formazione e ricerca è stato arricchito da esperienze in Belgio e Francia, che le hanno permesso di confrontarsi con realtà scientifiche internazionali. Nel corso degli anni ha sviluppato un interesse per la comunicazione della scienza, partecipando a diverse iniziative rivolte al pubblico e classificandosi al terzo posto nella fase di Ateneo della competizione di divulgazione scientifica Three Minute Thesis. Fuori dal laboratorio ama ascoltare buona musica, viaggiare e fare la zia.
Laureata in Medicina Veterinaria e specializzata in Sanità Animale, dal 2024 è borsista presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dove segue le attività di campionamento in campo per la sorveglianza e lo studio dell’ecologia del virus dell’influenza aviaria nell’avifauna selvatica.
Ingegnere dei materiali, attualmente ricercatrice post-doc presso il Polymer Engineering Group del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, dove ha conseguito anche il dottorato in Ingegneria Chimica e Ambientale. Dal 2020 la sua attività di ricerca si focalizza sui metodi di riciclo chimico e meccanico per rifiuti plastici complessi (imballaggi misti, automotive, scarti medicali), sull’ottimizzazione di proprietà barriera per imballaggi biodegradabili e sulla valorizzazione di rifiuti agro-alimentari come filler in biocompositi. Durante il dottorato ha arricchito il suo percorso con un’esperienza di ricerca nel Regno Unito presso il Warwick Manufacturing Group (Università of Warwick) e presso l’azienda PFM Packaging Machinery S.p.A.
È dottorando in Fisica presso l’Università di Padova e la Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento, svolgendo la ricerca principalmente presso i Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN. Fin dalla laurea triennale si è occupato di fisica nucleare, collaborando con il gruppo Gamma per esperimenti legati ad AGATA, un array di rivelatori in germanio iperpuro tra i più avanzati al mondo per la spettroscopia gamma. Con il dottorato ha orientato i suoi interessi verso la fisica applicata e l’innovazione tecnologica; pur mantenendo al centro la passione per i dispositivi di rivelazione a stato solido e la fisica dei semiconduttori, si è focalizzato sullo studio e lo sviluppo di batterie nucleari, in particolare dispositivi betavoltaici (o betabatterie). Al FESAV presenta la sua ricerca su queste tecnologie di nuova generazione e sulle loro potenziali applicazioni.
È contrattista di ricerca presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Ha conseguito la laurea magistrale in Biologia cellulare e molecolare nel 2019 e il dottorato internazionale in Biologia Strutturale nel 2022 presso l’Università di Firenze, maturando esperienza nel campo della metabolomica, lo studio delle piccole molecole presenti in un campione biologico. Il suo percorso unisce scienze omiche e bioinformatica con il fine di esplorare la biodiversità microbica. Attualmente si occupa in particolare di genomica: analizza e confronta il patrimonio genetico di batteri e lieviti per comprenderne le differenze e indagarne il potenziale funzionale. La sua ricerca mira a valorizzare le risorse microbiche, individuando caratteristiche di interesse biotecnologico e nuove possibilità di impiego nel settore alimentare.
Alessandro Ciampanelli, nato a Vicenza e laureato in Biologia Evoluzionistica presso l’Università di Padova, ora è dottorando presso il Dipartimento di Scienze della vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino. Si dedica allo studio delle interazioni tra i funghi e i batteri del suolo in piante di interesse agricolo, come mais e lattuga, collaborando con aziende e trascorrendo sei mesi al Max Planck Institute di Colonia. Ha partecipato regolarmente a iniziative di divulgazione promosse dall’Università, tra cui incontri nelle scuole, appuntamenti aperti alla cittadinanza e la competizione “My 3-minutes thesis”. Ritiene che la scienza partecipata sia il modo migliore per avvicinare il pubblico alla ricerca; per questo, da un’idea del professor Marco Giovannetti, insieme ad un team di colleghi ha condotto il progetto “Citizen Salad”, che ha coinvolto quasi 100 persone di 16 province italiane, in collaborazione con scuole e orti urbani.
Luoghi
Qualche informazione:
L’edificio ebbe origine nel corso del XIV secolo come dimora della veneziana famiglia da Pozzo, ma negli anni e secoli successivi venne pesantemente modificato rispetto la struttura originale a causa dei vari cambi di proprietà e destinazioni d’uso, tanto che l’edificio attuale si può datare, come struttura generale, al XV secolo.
Situato in Via Pasubio, 52, 36015 Schio
Raggiungibile comodamente a piedi dalla stazione dei treni, o con una passeggiata di 1 km dalla stazione degli autobus di Schio.
Nelle vicinanze si trovano numerosi parcheggi gratuiti:
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- Parcheggio Fabbrica Alta
- Parcheggio Interrato Via Cardinale Elia Dalla Costa
- Parcheggio Mazzini
- Parcheggio Mezzaluna